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Antonella Coralini

Pompei. Insula IX 8. Vecchi e nuovi scavi (1879-)

2018

formato 21 x 29,7 cm; ril. bros.
806 pagine, in b/n e a colori
ISBN 978-88-7849-115-1

€ 70,00
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Tanto nota e frequentata, quanto ancora in attesa di essere studiata e compresa a fondo nella sua natura specifica: così è Pompei, sito archeologico pluristratificato, in cui l’ibridazione fra antico e moderno, a 270 anni dall’inizio della sua riscoperta, pesantemente condiziona il tentativo di riavvicinarsi alla realtà del 79 d.C. e a quelle che l’hanno preceduta.
Indispensabili appaiono le indagini archeologiche sul campo, ma anche le ricerche nei depositi, negli archivi e nelle biblioteche, il recupero degli scavi pre-stratigrafici e degli inediti, al fine di colmare quei vuoti che ancora ostacolano la conoscenza della Pompei antica. Il Programma Vesuviana dell’Alma Mater, con il suo Progetto Pompei, 1998-, già Pompei. Insula del Centenario (IX 8), ha fatto dell’insula IX 8 l’oggetto di uno studio di dettaglio. Del suo piano editoriale questo volume costituisce la seconda tappa, in cui sono esposti non solo i risultati degli interventi archeologici più recenti (1999-2004), ma anche l’esito del recupero dei dati e dei materiali relativi agli sterri ordinari e agli scavi appositi del 1879-1880.

Rossana Gabusi, Monica Miari, Tiziano Trocchi (a cura di)

Ponticelli di Malalbergo. Un abitato del II millennio a.C. e le successive trasformazioni del territorio

2018
formato 21 x 29,7 cm; ril. bros.
136 pagine, in b/n e a colori
ISBN 978-88-7849-134-2
€ 23,00
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La recente messa in opera di un metanodotto nella pianura a nord di Bologna ha permesso di aprire una finestra sul passato più antico di queste terre. La ricostruzione del paleoambiente, unita ai dati di cultura materiale relativi a un abitato dell’età del Bronzo, mette in luce il complesso rapporto tra uomo e paesaggio, che ha inevitabilmente determinato le scelte insediative nei secoli.

Alberto Giudice, Giancarlo Rinaldi (a cura di)

Realia Christianorum 2. La Bibbia e la sua esegesi

2018
formato 17 x 24 cm; ril. bros.
collana Ricerche 5
152 pagine, in b/n
ISBN 978-88-7849-132-8
€ 14,00
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Il volume raccoglie gli atti del Convegno di Studi Realia Christianorum. La Bibbia e la sua esegesi tenutosi nel 2016 presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Napoli). Il convegno è stato organizzato con l’intento di comprendere, attraverso lo studio dei monumenti e dei documenti, le modalità di diffusione del messaggio cristiano nell’antichità. La chiave di accesso è stata l’integrazione delle diverse discipline che indagano sulla storia del Cristianesimo antico: archeologi, storici e teologi evidenziano e analizzano i mezzi attraverso i quali si è diffusa la nuova dottrina tra gli adepti al culto: la rappresentazione figurata nelle basiliche e nelle necropoli, l’operato e l’esempio di San Paolo.

Antonio Gottarelli (ed.)

Archaeology in the Upper Idice Valley. Archaeological and naturalistic tourist guidebook

2017

Edizioni Te.m.p.l.a. 2017
formato 15 x 21 cm; ril. brossura
224 pp. a colori
ISBN 978-88-6113-097-5

€ 20,00
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The guidebook is part of a broader project aimed at promoting the Upper Valley of the Idice as a heritage and nature locality, stemming from the archeological research at the Monte Bibele site begun in 1965. The underlying idea is to provide an easily accessible reference publication for anyone wishing to visit the new Archeological Park and the completely renovated Municipal Archeological Museum of Monterenzio, where the finds are exhibited.
The guidebook is mainly concerned with the  archaeology of the Upper Valley of the Idice, with special emphasis on the more recent work done at the Monte Bibele, some fifty years since the earliest research. It also includes a survey of the relevant territory and natural landscape features which are instrumental in determining the history of this area.
This publication may thus be seen as the primary information media for a program aimed at fully promoting a wide expanse of territory. 

Valentina Gallerani, Agnese Vacca, Federico Zaina

Catalogue of the Pottery Materials from Karkemish in the Anatolian Civilizations Museum, Ankara

2017

formato 21 x 29,7 cm; punto metallico
44 pagine, in b/n e a colori
ISBN 978-88-7849-126-7
ISSN 2421-7190
doi: 10.12877/GRPOP201701

€ 9,00
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Antonio Gottarelli

Cosmogonica. Il fegato di Tiāmat e la soglia misterica del Tempo

Dai miti cosmologici del Vicino Oriente antico ad una nuova interpretazione del fegato etrusco di Piacenza
2017

Collana Archeologia del Rito, vol. 2
Edizioni Te.m.p.l.a. 2017
formato 16,5 x 24 cm; ril. filo refe, copertina cartonata, sovracopertina
304 pp., b/n
ISBN 978-88-6113-009-8

€ 50,00
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Il grande Poema della Creazione babilonese, il mito di Enmeduranki, il libro dei segreti di Enoc, i rotoli di Qumran. Per la prima volta un unico percorso di ricerca svela le connessioni esistenti tra un piccolo modello bronzeo di fegato rinvenuto a Ciavernasco di Piacenza, all’alba dell’unità d’Italia, e la trama occulta di una delle più custodite discipline misteriche dell’antichità. La soglia del Tempo, quella che è stabilmente definita dall’alternanza di stato tra il giorno e la notte e che è indotta dal continuo moto di rotazione del quadro celeste, è l’essenza stessa del principio su cui si fonderà l’intera costruzione cosmologica della dimensione concettuale del sacro, cui corrisponderanno, in luoghi e tradizioni differenti, e declinate solo formalmente in tempi e modi diversi, tutte le teorie dottrinali del mondo antico sulla natura del tempo e sulla sua origine. È in questa costruzione concettuale che l’eredità degli ordinamenti religiosi delle culture mesopotamiche – quella che ritroviamo in Occidente ancora espressa all’interno della religione etrusca all’epoca della stesura dei manoscritti di Qumran – si distingue da altre nell’assegnare un ruolo cosmogonico chiave alle funzioni del fegato, in quanto mundus del corpo e “soglia” metafisica posta all’origine della vita e dell’universo stesso. Nella misura in cui i ritmi e le regole del passaggio dei grandi astri e dell’intero quadro celeste sulla soglia tra luce e tenebra costituirono la chiave per avvicinarsi alla comprensione dei Grandi Segreti del Cosmo, era logico immaginare che il Grande Poema della Creazione babilonese indicasse proprio nel fegato di Tiāmat, centro germinatore dell’antica Madre su cui Marduk ricompose il nuovo ordine celeste, la sede vitale per la comprensione “empatica” di quelle leggi. In quanto specchio delle configurazioni “enimmatiche” che il sistema avrebbe assunto nel suo sviluppo temporale futuro, la divinazione basata sull’ispezione del fegato venne considerata in Mesopotamia, e poi ancora presso Greci ed Etruschi, la prima e più importante forma di interrogazione dei destini futuri. Ed è a questa più estesa costruzione cosmologica, e non ai soli e mutevoli esiti delle sentenze da essa derivate, che va più correttamente ricondotta l’interpretazione di uno dei più enigmatici reperti archeologici dell'antichità: il fegato etrusco di Piacenza.

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